La Regione del Veneto è coinvolta nelle attività di definizione del quadro normativo e di programmazione del Piano Strategico Nazionale per la Politica Agricola Comune (PAC) 2023-2027, per la successiva attuazione nel territorio regionale.

Il futuro della PAC è stato delineato dalla Commissione europea con la Comunicazione “Il futuro dell’alimentazione e dell’agricoltura” (29 novembre 2017), con la quale sono state presentate le principali sfide attuali e future, quali i cambiamenti climatici, il ricambio generazionale, la promozione di un settore agricolo sostenibile e competitivo.

I nove obiettivi della PAC 2021-2027

9 obiettivi PAC

Nel periodo maggio-giugno 2018 la Commissione europea ha quindi presentato al Parlamento europeo e al Consiglio dell’UE la proposta di Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) per il 2021-2027 e un pacchetto di tre regolamenti che definiscono l’impianto del quadro normativo per la PAC dopo il 2020.

Le proposte della Commissione europea sono ora oggetto della fase legislativa, affidata al Parlamento e al Consiglio dell’UE: le due istituzioni sono chiamate a valutare le proposte, emendarle e ad approvarne il testo definitivo.

La proposta di regolamento relativa al Piano strategico della PAC [COM(218)392] introduce e definisce  il nuovo approccio proposto dalla Commissione (New delivery model).

Lo strumento previsto per concretizzare questa nuova impostazione è il Piano Strategico Nazionale, attraverso il quale vengono programmati ed attivati i principali strumenti della PAC con il sostegno finanziario del FEAGA (pagamenti diretti e interventi settoriali) e del FEASR (sviluppo rurale).

IL RUOLO DEI GRUPPI DI AZIONE LOCALE

Piano Strategico Nazionale  – SR 06 – LEADER pg. 1259

Al Leader viene attribuito un ruolo STRATEGICO  nel favorire la vitalità delle zone rurali (ob. 8) e nel contrastare fenomeni di spopolamento povertà e degrado ambientale.

L’intervento del GAL deve essere sviluppato con una prospettiva di lungo termine per portare le zone rurali ad assere motore del progresso e dello sviluppo socioeconomico del paese, innescando processi che portino le zone rurali ad essere:

  • più sostenibili perchè climaticamente neutrali;
  • più accoglienti per gli elevati standard di qualità della vita offerti;
  • più attrattive per la tipologia e la remuneratività delle occasioni lavorative disponibili

Per favorire la pianificazione di Strategie suscettibili di reale impatto locale e capaci di favorire le connessioni fra gli attori pubblici e/o privati e le risorse socio-economiche territoriali, dovrebbero puntare ad ambiti tematici predeterminati. Gli ambiti tematici devono essere interpretati come strumenti per disegnare percorsi di sviluppo innovativi, integrati e multisettoriali, e non come obiettivi o risultati dell’azione di LEADER.

Fatte salve le specificità territoriali assumono rilievo i seguenti temi:

  1. SERVIZI ECOSISTEMICI, BIODIVERSITA’ E RISORSE AMBIENTALI;
  2. SISTEMI LOCALI DEL CIBO, DISTRETTI, FILIERE AGRICOLE E AGROALIMENTARI;
  3. SERVIZI, BENI, SPAZI COLLETTIVI ED INCLUSIVI;
  4. COMUNITA’ ENERGETICHE, BIOECONOMICHE E AD ECONOMIA CIRCOLARE;
  5. SISTEMI DI OFFERTA SOCIOCULTURALI E TURISTICO-RICREATIVI LOCALI.

Leader è rilevante anche per rafforzare, completare, consolidare l’azione promossa a livello territoriale attraverso altri interventi della PAC e altri programmi sostenuti dai fondi UE (es . SNAI), altri strumenti legislativi nazionali e regionali (distretti del cibo, turistici, produttivi). La streategie dovrebbero considerare le politiche attive sul territorio per favorire le complementarietà e le sinergie con esse, al fine di massimizzare l’impatto degli interventi proposti.