Il GAL Montagna Vicentina alla Conferenza internazionale sulla riforma agraria e lo sviluppo rurale in Colombia
Dal 24 al 28 febbraio 2026 il GAL Montagna Vicentina, insieme ad altri rappresentanti del sistema dei GAL italiani, ha partecipato a Cartagena de Indias (Colombia) alla II Conferenza Internazionale sulla Riforma Agraria e lo Sviluppo Rurale (ICARRD+20), uno dei principali appuntamenti globali dedicati alle politiche per lo sviluppo delle aree rurali.
La conferenza ha riunito istituzioni internazionali, rappresentanti governativi, organizzazioni agricole, esperti e attori dello sviluppo territoriale per discutere temi centrali come accesso alla terra, governance rurale, sviluppo sostenibile e rafforzamento delle economie agricole locali.
La partecipazione del GAL Montagna Vicentina, con il GAL Locrideo si è concentrata sul ruolo delle certificazioni di origine (DOP e IGP) come strumenti di sviluppo economico e valorizzazione delle identità territoriali.
All’interno dell’evento è stato allestito uno stand congiunto Italia–Colombia, dedicato alla promozione dei prodotti a denominazione di origine e allo scambio di esperienze tra territori rurali dei due Paesi. In questo spazio sono state presentate le eccellenze agroalimentari italiane e le buone pratiche legate alla valorizzazione delle filiere locali.
Per il Veneto ha partecipato Agostino Bonomo, presidente del GAL Montagna Vicentina e coordinatore dei presidenti dei 9 GAL del Veneto, che ha portato l’esperienza dei territori veneti nel campo della valorizzazione delle produzioni di qualità, della cooperazione tra imprese e della costruzione di strategie di sviluppo locale partecipativo.
Un confronto internazionale sulle politiche di sviluppo rurale
Nel corso della conferenza si sono svolti numerosi momenti di confronto istituzionale e tecnico dedicati al tema delle denominazioni di origine e delle certificazioni di qualità come strumenti di sviluppo territoriale.
In particolare, durante il dialogo internazionale dedicato alla cooperazione tra Italia e Colombia, rappresentanti istituzionali, esperti e organizzazioni agricole hanno discusso il ruolo delle certificazioni di origine nel rafforzare le economie rurali, migliorare l’accesso ai mercati e valorizzare il patrimonio culturale e produttivo dei territori.
Il confronto ha evidenziato come le denominazioni di origine possano contribuire non solo alla competitività delle produzioni agroalimentari, ma anche alla coesione sociale, alla tutela del territorio e alla costruzione di modelli di sviluppo sostenibili.
La partecipazione italiana alla conferenza è stata promossa e coordinata dal CISP –Sviluppo dei Popoli, organizzazione della cooperazione internazionale attiva da molti anni nel rafforzamento delle economie rurali e delle filiere agroalimentari sostenibili. Il CISP sta realizzando un progetto con la Cooperazione Italiana e il Ministerio dell’Agricoltura della Colombia per il rafforzamento di 5 filiere agricole.
Il CISP è presente in Colombia da oltre 43 anni, dove realizza progetti di sviluppo territoriale, sostegno alle comunità rurali e valorizzazione delle produzioni locali, spesso in collaborazione con istituzioni nazionali, enti locali e organizzazioni di produttori. In questo contesto, l’organizzazione lavora per promuovere identità territoriale, qualità agroalimentare e accesso ai mercati come strumenti di sviluppo economico e sociale.
La missione a Cartagena si inserisce proprio in questo percorso di cooperazione e ha avuto l’obiettivo di favorire lo scambio di esperienze tra Italia e Colombia sulle denominazioni di origine, la valorizzazione dei territori e le politiche di sviluppo rurale.

Il ruolo dei GAL e dell’approccio LEADER
Durante gli incontri tecnici e i workshop organizzati nell’ambito della conferenza è stata presentata anche l’esperienza dei Gruppi di Azione Locale italiani, che da oltre trent’anni promuovono lo sviluppo dei territori rurali attraverso l’approccio LEADER, basato sulla partecipazione delle comunità locali e sulla collaborazione tra enti pubblici e soggetti privati.
Le esperienze dei GAL italiani hanno mostrato come la valorizzazione delle produzioni di qualità, il turismo rurale, l’innovazione e la cooperazione territoriale possano diventare leve concrete per rafforzare le economie locali e contrastare lo spopolamento delle aree rurali.
Come ha sottolineato Agostino Bonomo, presidente del GAL Montagna Vicentina e coordinatore dei presidenti dei GAL del Veneto:
«La partecipazione alla Conferenza ICARRD+20 è stata un’importante occasione di confronto internazionale sul futuro delle aree rurali. L’esperienza italiana delle denominazioni di origine e dell’approccio LEADER dimostra come il legame tra prodotto, territorio e comunità possa generare sviluppo sostenibile e valorizzare le identità locali. I referenti istituzionali e territoriali incontrati in Colombia hanno mostrato grande interesse per il modello dei GAL e per l’approccio LEADER. L’incontro è stato molto positivo e ha suscitato una forte curiosità verso il nostro modo di lavorare: proprio per questo una delegazione colombiana ha manifestato l’intenzione di visitare l’Italia già nel mese di aprile per conoscere da vicino l’esperienza dei GAL del Veneto e del GAL Terre Locridee in Calabria. Hanno riconosciuto nel nostro modello un punto di forza replicabile anche nel loro Paese, comprendendo l’importanza di partire dal territorio e dalle comunità locali secondo la filosofia LEADER del bottom-up. Come GAL ci siamo messi a disposizione per condividere competenze ed esperienze, con l’obiettivo di accompagnare anche in Colombia la costruzione di strumenti di sviluppo territoriale simili ai nostri».

Un’opportunità di cooperazione tra territori
La partecipazione alla conferenza ICARRD+20 ha rappresentato un’importante occasione di dialogo e scambio tra territori europei e latinoamericani, aprendo nuove prospettive di collaborazione nel campo dello sviluppo rurale sostenibile.
Esperienze come quella dei GAL italiani dimostrano come la valorizzazione delle identità territoriali, delle produzioni locali e della partecipazione delle comunità possa diventare un modello efficace per costruire sviluppo economico, sociale e culturale nelle aree rurali.